About

Sarebbe stato un gioco da tavolo, se ci fosse stato un tavolo comune. Ora, nell’epoca della compostezza sociale, il tavolo è l’immagine scomposta. C’è un tempo di azione, ci sono dei gesti visivi e sonori da compiere, degli oggetti da manovrare. Oggetti di uso comune come il cellulare, il computer, cartoncini colorati, una superficie riflettente, il proprio volto.

Il risultato complessivo è fuori dalla portata del singolo: solo dopo aver completato il tempo di gioco si può rivedere il dispositivo filmico nella sua finitezza. E nella sua sacra futilità.

La distanza del singolo obbligatoria è una istanza, una regola data senza beneficio del dubbio.

L’unico modo di ingannare la distanza è l’interazione e il tempo.

Illudere il tempo che la lontananza disponga di una verve creativa è l’unica vera utilità della tecnologia di comunicazione

di massa. Vedere le cose da lontano un tempo era utile; ora equivale a non vederle affatto.

Il nostro corpo sta divenendo la stanza che lo contiene.

Team artistico

ideazione e conduzione // Matteo Lanfranchi

 

Produzione

organizzazione // Isadora Bigazzi
produzione // Effetto Larsen